Super size me: dipendenza da cibo spazzatura, ecco il film documentario più discusso sull’alimentazione

MANGIARE UNA COSA AL VOLO

“Mangio una cosa al volo”. Quante volte lo abbiamo detto? Quante volte abbiamo sacrificato la nostra salute in nome del tempo? Forse molte, ma non quanto negli Stati Uniti, e ormai in buona parte del mondo, dove il ‘fast food’ viene spesso visto come una soluzione valida per tutti i giorni.
Forse mancano di lungimiranza, ma le ragioni sono semplici: si risparmia denaro, si guadagna tempo e, grazie all’uso di aromi e dolcificanti, non si rinuncia al gusto.
Sono gli imperativi di una vita frenetica, per la quale i soldi sembrano non essere mai abbastanza, proprio come il tempo, e la salute può sempre aspettare. Il risultato è la trasformazione dei ‘fast food’ in una vera propria macchina da guerra, indifferente alle tradizioni e al nostro fegato.

LA RESISTENZA DELLA DIETA MEDITERRANEA

Ancora fedele alla dieta mediterranea, la maggior parte degli italiani non riesce invece a convertirsi ad un’alimentazione fatta prevalentemente di cibi fritti e carni di bassa qualità.
Per quanto protetti dalle nostre tradizioni, la cultura del ‘fast food’ sta comunque prendendo piede anche nel Bel Paese, in modo lento ma inesorabile, senza farsi intimidire da DOP, IGP e STG.
Andare da MacDonald’s resta un diversivo, una concessione alla dieta al pari di un dolce ipercalorico, ma il trend è negativo e le cattive abitudini alimentari a stelle e strisce potrebbero rivelarsi meno lontane di quanto si pensi.
Ora che l’altrettanto discussa fiera dell’Expo di Milano è iniziata, il temi dell’alimentazione sono ancora di più al centro del dibattito.

CINEMA E CIBO SPAZZATURA

Il tema della dipendenza dal cibo spazzatura non poteva certo passare inosservato al panorama cinematografico, che con “Super Size Me” (2004) ci ha regalato il film documentario più discusso sull’alimentazione, una pellicola di grande successo mondiale.
Oggetto ancora oggi di numerose ricerche in rete, “Super Size Me” è uno dei film più visti in streaming. Per chi non fosse ancora riuscito a vederlo il consiglio è di cercare tra i film in streaming di Infinitytv e verificare se il servizio riserva la proiezione del film nella categoria Documentari, oppure acquistarlo online.

L’ESPERIMENTO DI “SUPER SIZE ME”

Il film prende spunto da un episodio giudiziario del 2002, quando due ragazze citarono in giudizio “McDonald’s”, imputandogli la propria obesità. Il giudice diede ragione alla multinazionale per mancanza, tra le altre cose, di prove che dimostrassero realmente che l’obesità sia una conseguenza di un’alimentazione fatta esclusivamente di ‘fast-food’.
Con lo scopo/pretesto di fornire la prova mancante, testando sulla propria pelle questa discutibile osservazione, lo scrittore e produttore Morgan Spurlock, fino a quel momento noto solo nel circuito televisivo USA, decise di consumare per un mese ogni suo singolo pasto da McDonald’s. Nell’esperimento Spurlock si è fatto seguire da un’equipe di medici che hanno tenuto sotto controllo l’attività e le reazioni del suo corpo di fronte allo stravolgimento di un’alimentazione sana.

FILM DI DENUNCIA PER IL GRANDE PUBBLICO

A Spurlock va il merito di aver preso spunto da un racconto per trattare un fenomeno sociale già grave e con tutte le carte in regola per aggravarsi a dismisura.
Servendosi di ironia e malcelata ingenuità, l’autore si immedesima letteralmente nel prototipo dell’americano/occidentale medio e ci guida verso il disgusto per un alimentazione i cui effetti reali vengono sminuiti da abili strategie di marketing.
Questa pellicola, grazie a un montaggio accurato che ne evita la potenziale ripetitività e a una posizione finale netta e inequivocabile sull’argomento, si dimostra un ottimo esempio di film di denuncia, adatto anche al grande pubblico.

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