Operarsi di cataratta

Cos’è la cataratta

Nel post odierno ci occuperemo dell’intervento di cataratta. Prima di entrare nel merito, diamo una breve definizione del termine e spieghiamo brevemente la patologia.

La parola cataratta deriva dal greco e significa cascata. Il termine suggerisce l’immagine di un velo che discende sull’occhio e dà l’idea del sintomo che molti pazienti accusano: un annebbiamento della vista. Infatti il sintomo viene descritto proprio come la sensazione di avere una sorta di velo appoggiato sull’occhio.

operarsi di cataratta

Per cataratta s’intende una opacizzazione del cristallino. Il cristallino diventa opaco a causa dell’ossidazione delle proteine che ne costituiscono tessuto. La luce, in un occhio sano, attraversa il cristallino e raggiunge la retina. La focalizzazione così è nella norma e il cervello riesce a recepire immagini non sfuocate. Invece, in un occhio aggravato da cataratta, la luce viene bloccata parzialmente dal cristallino opaco e i raggi luminosi sono diramati in diverse direzioni. Questa modalità non permette una adeguata focalizzazione sulla retina e quindi la percezione delle immagini risulta confusa.

Comunemente si pensa che la cataratta sia appannaggio esclusivo della terza età invece può essere diagnosticata anche in altre età della vita. Solo per fare qualche esempio ne possono soffrire i diabetici oppure i pazienti che hanno fatto un uso prolungato di farmaci.

Quali sono le tecniche di intervento chirurgico per la cataratta

L’unico trattamento che risulta adeguato per risolvere il problema della cataratta è quello chirurgico. L’intervento può essere eseguito indipendentemente dal grado di opacizzazione del cristallino. E’ sufficiente, infatti, che il paziente ritenga di non riuscire a causa del problema, a condurre una normale vita quotidiana.

E’ altissima, addirittura del 97%, la probabilità di riuscita dell’intervento. La percentuale può scendere in pazienti che presentano altre patologie.

Andiamo a presentare le tre tecniche di intervento chirurgico di rimozione della cataratta.

  • Intervento intracapsulare. Attraverso questa tecnica viene estratto il cristallino in toto compresa la capsula. Questa tipologia di intervento è utilizzata raramente perché comporta una grande incisione e necessita di molti punti sutura.
  • Intervento extracapsulare. La tecnica comporta un’incisione di 6-12 mm. Nell’intervento prima viene asportato l’involucro anteriore e dopo il nucleo centrale duro del cristallino. Successivamente, si aspira la corteccia che circondava il nucleo, in modo che rimanga esclusivamente la capsula posteriore del cristallino. Su questa capsula sarà appoggiata la lente intraoculare rigida.
  • Intervento facoemulsificazione e laser al femtosecondo. La tecnica più diffusa per il trattamento della cataratta è la L’intervento consiste nell’aspirazione della cataratta tramite ultrasuoni.

intervento chirurgicoQuesto tipo di intervento è ambulatoriale e al momento risulta essere il più efficace e il più sicuro per risolvere il problema di cataratta. Inoltre è il più utilizzato perché poco invasivo. Infatti i tempi d’intervento sono molto brevi, l’operazione ha una durata soltanto di 20 minuti e non necessita di punti di sutura. La tecnica ha il grande vantaggio di poter essere svolta in anestesia topica (somministrazione di un collirio anestetico nell’occhio).

Nell’intervento ci si avvale di una sonda ad ultrasuoni che frammenta il cristallino all’interno della capsula che lo contiene. Successivamente la sonda ne aspira i frammenti attraverso una minima incisione. Si procede in fine alla sostituzione del cristallino danneggiato con un cristallino artificiale.

Dopo l’intervento di facoemulsificazione, la riabilitazione è molto veloce. Non essendo necessari punti di sutura il piccolo taglio si rimargina in poche settimane senza creare altre problematiche proprie di altre tecniche come l’astigmatismo.

Un’altra tecnica che sta prendendo piede per la rimozione della cataratta è quella che utilizza il laser al femtosecondo. Grazie all’introduzione del laser l’intervento acquista in precisione e risulta per il paziente indolore. Il laser viene adoperato in alcune fasi dell’intervento e si accompagna agli ultrasuoni della facoemulsificazione per la rimozione del cristallino.

Dopo l’operazione l’occhio deve rimanere bendato fino alla prima visita di controllo che avviene di solito il giorno successivo all’intervento.

Al paziente sono prescritte gocce antibiotiche e anti-infiammatorie e viene suggerito di proteggere l’occhio con occhiali da sole e con una conchiglia di plastica durante la notte.

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